Sono la Dott.ssa Barbara Andolina, psicologa psicoterapeuta. Attualmente lavoro come psicologa clinica e psicoterapeuta, ricevendo a Firenze, Scandicci e anche online.
Oltre alla libera professione, collaboro come psicologa scolastica in diversi istituti superiori di Firenze, e svolgo attività di formazione per agenzie accreditate.
Ogni esperienza e ogni tappa della mia formazione mi hanno portata a dedicarmi con passione al benessere di adolescenti, giovani adulti e adulti, aiutandoli a ritrovare equilibrio e serenità.
Offro anche un prezioso supporto alla genitorialità.
"A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori, le forme, le note e le emozioni"
Roma è la mia città natale ed è qui, presso l’Università La Sapienza, che mi sono laureata con lode in psicologia dinamico-clinica per l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia. Durante il mio anno di tirocinio obbligatorio, dopo i primi 6 mesi a Roma, mi sono trasferita a Firenze, dove ho avuto l’occasione di approfondire la psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza con un’esperienza di sei mesi presso una delle istituzioni della città: l’Ospedale Meyer.
Una volta ottenuta l’abilitazione tramite esame di stato, ho deciso di continuare a formarmi, credendo profondamente nella necessità di padroneggiare strumenti diversi da adattare ai bisogni di ciascuno, integrando approcci di lavoro differenti che ho approfondito negli anni.
Le specializzazioni - “Non esiste un sostituto dell’esperienza”
Nel 2018 ho intrapreso il corso quadriennale di specializzazione in psicoterapia, riconosciuto dal m.i.u.r. Gli aspetti fondamentali di questi quattro anni di formazione sono stati la psicoterapia personale dell’allievo, che mi ha permesso di sperimentare su me stessa gli strumenti e le tecniche che poi propongo ai miei pazienti; e l’approccio integrato che mette al centro il legame profondo tra salute fisica e psicologica, un principio che continuo a seguire ogni giorno. Perché non siamo solo mente o solo corpo: viviamo entrambi, in equilibrio tra esperienze fisiche, pensieri ed emozioni.
A settembre 2021 ho completato la formazione di primo livello in EMDR, un approccio che aiuta a elaborare esperienze stressanti e traumatiche. Nato come tecnica, oggi è una terapia riconosciuta per il trattamento del PTSD e di molte altre difficoltà legate allo stress e grazie a questo corso è entrata a far parte del mio bagaglio personale e professionale.
A settembre 2021 ho completato la formazione di primo livello in EMDR, un approccio che aiuta a elaborare esperienze stressanti e traumatiche. Nato come tecnica, oggi è una terapia riconosciuta per il trattamento del PTSD e di molte altre difficoltà legate allo stress e grazie a questo corso è entrata a far parte del mio bagaglio personale e professionale.
A febbraio 2022 ho scelto di tornare a studiare alla Sapienza di Roma, questa volta per approfondire la Mindfulness con un Master di secondo livello. Un percorso ricco di pratica ed esperienza diretta, proprio come piace a me, senza però tralasciare le basi scientifiche che ne dimostrano l’efficacia. La mindfulness, in particolare attraverso il protocollo MBSR, aiuta a ridurre lo stress e a vivere con maggiore consapevolezza il presente.
Tutto ciò che ho studiato, le esperienze che ho vissuto e gli strumenti che ho acquisito nel tempo sono oggi al servizio di chi si rivolge a me, di chi ha voglia di sedersi per un po’ su questa panchina.
Una delle prime cose che ho imparato come allieva psicoterapeuta è che, per fare questo mestiere, bisogna stare comodi.
L’altra è che la terapia è spazio e tempo.
Nel libro Panchine di Sebaste, ho letto una riflessione che mi ha colpita:
"Una buona panchina fa sentire al riparo chi vi si siede (...). Non è un luogo di rinuncia né di eroismo, ma semplicemente di sosta. A definirle non è solo il sedersi, ma un certo uso, non solo e non tanto del proprio corpo quanto del proprio tempo, e della propria mente"
Sostituire la parola panchina con psicologia è stata una riflessione tanto facile quanto illuminante.
Quando ho immaginato il tipo di psicologa che volevo essere, mi è tornata in mente la panchina. Un luogo accogliente, dove fermarsi senza sentirsi fuori posto.
Ogni giorno cerco di offrire proprio questo: essere disponibile nella relazione con il paziente, in modo autentico ed empatico, trasparente e solido, per offrire uno spazio e un tempo di sosta per osservare ciò che accade e riattivare il cammino!